Ciao , arrivederci , addio …. Un saluto , un saluto puo essere tante cose, puo essere una cosa semplice e buttata li distrattamente, per formalità ed abitudine, per educazione o per scandire e coordinare il termine di una giornata, di un incontro o di una conversazione….
Salutare è una cosa bella, anche quando il saluto non è semplice o leggero, anche quando sai che non mette semplicemente fine ad una giornata, ma fa da preludio ad un distacco che puo essere più o meno lungo oppure a volte addirittura definitivo…
Ma è proprio in quei momenti in cui il saluto si fa sofferto che acquista il suo significato migliore, diventa qualcosa di più di una semplice parola, di un semplice ciao, diventa lo scambio reciproco di un pezzettino di se, da conservare fino al prossimo incontro, fino al prossimo abbraccio. Qualcosa che non risentirà del tempo che passa e che resterà li a farti compagnia, per giorni o magari per anni; un pezzetto di qualcuno che nel tempo potresti quasi dimenticare di portarti dentro, ma che è pronto ad esplodere quando meno te lo aspetti….
…un saluto…
Ti sembra quasi di sentirle ancora quelle grida, e quelle risate; ti sembra persino di vederle, vedere che salgono nell’aria, cercando uno spazio tra i rami per fuggire verso l’azzurro del cielo, quell’azzurro che alzando la testa vedevi come macchie di colore tra le ombre dei rami e delle foglie.
Anche adesso, alzando lo sguardo, vedi tra le fronde lo stesso cielo. Sembra che non sia passato nemmeno un istante da allora, ma qualcosa di diverso c’è; anche se il cielo tra i rami sembra fermo e immutabile come se il tempo si fosse fermato, attorno a te non c’è più il vociare di quei giorni. Si sa, il tempo passa e sia le cose che le persone cambiano, crescono, prendono sentieri diversi e fanno la loro esperienza di vita. Esperienze diverse che possono essere più o meno belle e più o meno brutte, ma sempre esperienze sono, e senza esperienza non si cresce, si diventa solo più vecchi senza arricchire il proprio spirito.
E così sai che il tempo che passa non va rimpianto, ma va vissuto sempre al meglio, solo così quando ti soffermerai a ricordare ciò che è passato lo farai con piacere e riuscirai a trarne uno stimolo per affrontare al meglio ciò che verrà.
Adesso l’ora del riposo è finita, seppur con poca voglia è ora di alzarsi, salutare questo albero con un ultimo sguardo tra le fronde ed incamminarsi verso le cose che ci aspettano, sapendo che per trovare le cose belle basta saper guardare oltre il velo della realtà, come da bambino, quando vedevi nell’ammasso di rami ogni volta un mondo nuovo e diverso.
Eccola, la sentivi ronzare tra i tuoi pensieri mentre te ne stavi seduto sotto quell’albero a fumare, e finalmente riesci a cogliere quella sensazione. L’albero, è lui che ha risvegliato un ricordo lontano. Ricordo di quando da bambino, nelle lunghe giornate estive che se seguivano la chiusura delle scuole, passavi più tempo fuori che in casa, ad inventare giochi e mondi immaginari che solo tu e i tuoi amici potevate vedere.
Ci si trovava con la bicicletta vicino all’argine e poi via, verso i pioppeti e le macchie che costeggiavano, e in parte costeggiano ancora, il Po. Ed una volta trovato il punto giusto, ci si fermava e, abbandonate le bici, ci si addentrava tra gli alberi come piccoli esploratori, alla ricerca del punto giusto dove costruire il proprio rifugio per quel giorno, raccogliendo i rami caduti dagli alberi.
E così, tra grida, rincorse e piccole zuffe, si ruotava attorno a quel rifugio improvvisato con rami secchi e foglie, che poteva essere un castello, una grotta abitata da creature misteriose, il forte assediato dagli indiani o un bunker da espugnare.
…continua…